Tra i protagonisti dell’ultima giornata del Festival delle Professioni JM Thomas (Indo-European Chamber of SME) e il caso Volkswagen. In chiusura la performance di Alessandro Garofalo con il Walkin’ Quartet.

Si conclude oggi la quarta edizione del Festival delle Professioni. Anche quest’ultima giornata ha toccato un’ampia gamma di argomenti di grande attualità.

Fin dal primo mattino al Grand Hotel Trento l’evento “Soldati, psichiatri e psicologi nella grande guerra: Il trauma psicologico in trincea, ferita non rimarginata”. L’appuntamento si è aperto con la proiezione di “Scemi di guerra: la follia nelle trincee” di Enrico Verra. Il documentario narra la prima guerra mondiale da una prospettiva raramente indagata finora. I soldati, nell’inferno delle trincee, furono costretti a vivere bombardamenti interminabili, terrorizzati dalle bombe chimiche, obbligati ad assalti che erano lotterie della morte. Soffrirono di una malattia fino ad allora sconosciuta, lo shellshock. Alla proiezione del film hanno fatto seguito due incontri di approfondimento: “Storia intima della grande guerra” e “Psichiatri e psicologi al fronte nella prima guerra mondiale”. Nel primo caso, lo storico trentino Quinto Antonelli ha esposto in video il contenuto del suo omonimo libro: dare voce al dolore mentale dei soldati (ragione della sua mancata presenza l’assegnazione del prestigioso premio “The Bridge Book Award”, di cui sarà insignito il prossimo lunedì a Washington). Nel secondo incontro si è discusso dell’evoluzione di psichiatria e, in particolare, psicologia nel corso della guerra. La psicologia condusse esperimenti estremamente validi sulla psiche dei soldati, tali da renderla indipendente dalla psichiatria. Dopo la guerra i risultati ebbero ottimi risvolti trasversali anche nella società di massa. “La psicologia divenne così scienza” ha dichiarato al riguardo Dario De Santis, ricercatore presso il dipartimento di psicologia dell’università Bicocca di Milano. In coda all’evento, nel pomeriggio, l’incontro riservato ai professionisti “Storia culturale del Trauma psichico dallo Shell Shock al PTSDV”, e un dibattito col pubblico moderato da Anna Ancona, consigliere uscente del Consiglio dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna.

La Fondazione Caritro ha ospitato nel frattempo la testimonianza imprenditoriale “Miscelare numeri e poesia per fare impresa nel food di nicchia”, e poi ancora il dibattito “India-Italia: il commercio internazionale del farmaco”, al quale hanno preso parte Luca Zeni, assessore alla salute e alle politiche sociali PAT, John Martin Thomas, segretario generale di Indo-European Chamber of Small & Medium Enterprises, Domenico Di Giorgio, direttore dell’Ufficio Qualità e Contraffazione AIFA, Giorgio Bruno, presidente del Gruppo Produttori conto terzi di Farmindustria, Roberto Grubissa, delegato Nazionale Federfarma. Thomas ha illustrato le caratteristiche del mercato indiano, segnalando l’apertura assoluta agli investimenti da parte di aziende estere (l’ospite ha incontrato in questi giorni in Trentino diversi rappresentanti delle istituzioni e del comparto produttivo, con lo scopo di portare la tecnologia avanzata italiana in India).

La Fondazione Caritro ha poi ospitato l’incontro “Responsabilità e costi del rischio idrogeologico”, dedicato al difficile rapporto tra uomo e natura. Tra gli ospiti Lamberto Griffini, geologo e docente presso il centro di Geotecnologie dell’Università degli Studi di Siena, e l’avvocato Luigi Stella. Si è parlato delle cause del dissesto idrogeologico nelle regioni alpine, individuate, da una parte, nella fragilità del territorio; dall’altra, nello sfruttamento sconsiderato del suolo e nell’illegalità. Per cercare di arginare le cause naturali, è fondamentale conoscere il territorio, per difenderlo e utilizzarlo con oculatezza. A ciò si aggiunge “la necessità di informare i soggetti coinvolti (geologi, politici, ingegneri, imprenditori, giornalisti) sulle responsabilità etiche, penali e civili delle loro azioni” ha dichiarato Ruffini. Con lui l’assessore alle infrastrutture e all’ambiente PAT Mauro Gilmozzi: “Bisogna promuovere un concetto di responsabilità condivisa nei confronti del territorio, anche con l’obiettivo di creare lavoro e qualità della vita”. L’assessore ha ricordato come il Trentino si sia mosso e voglia continuare in concreto in questa direzione, dimostrando di avere fatto tesoro della tragedia di Stava. Una ferita sempre aperta nella memoria dei trentini.

Il pomeriggio si è chiuso con l’evento “Le class action in Italia: limiti e prospettive”, secondo appuntamento del festival ad aver visto la collaborazione di Altroconsumo. Tra i relatori Nicoletta Giorgi, presidente dell’associazione italiana giovani avvocati. Tema dell’evento, la class action, strumento di tutela collettiva dei cittadini che permette di attivare un unico processo per ottenere il risarcimento di un danno collettivo causato dalla condotta scorretta di un’azienda. La normativa in merito è, però, risultata fino ad oggi di difficile applicazione. Durante l’intervento sono stati posti all’attenzione del pubblico i limiti della norma e le future prospettive. Le prime sono state identificate da Giorgi in onerosità, mancanza di una casistica precedente, lentezza processuale e inadeguatezza del sistema giurisdizionale. In ottica futura, “allo scopo di migliorare l’efficacia di questa nuova arma a disposizione dei consumatori, urge una forte sensibilizzazione dei cittadini”: questo il messaggio lanciato da Giorgi e dagli esponenti di Altroconsumo. “È certo – si è detto – che l’organizzazione stia facendo il massimo in tal senso. A riprova la Class Action attivata nei confronti di Volkswagen nell’ambito del Dieselgate”.

In chiusura di giornata e di Festival, nel villaggio allestito in Piazza Duomo, la performance “Distruzione creativa: uscire dagli schemi e innovare”, con Alessandro Garofalo, esperto di innovazione, e la band Walkin’ Quartet. Scopo dell’evento, mettere in collegamento i mondi di creatività, musica e professioni attraverso alcune linee comuni: struttura, ruoli, cambiamento, improvvisazione e ascolto. La “conversazione musicale” ha sondato il concetto di creatività a 360° e affrontato molteplici temi da un punto di vista musicale. Lo spettacolo ha, infine, analizzato l’influenza della tecnologia sulle professioni. Il miglioramento dell’intelligenza artificiale e l’abbassamento dei costi derivante dall’automazione sono solo alcuni degli esempi trattati intorno al fenomeno.

Il Festival delle Professioni 2015 non ha deluso le aspettative, rivelandosi la miglior edizione finora mai realizzata. L’edizione, ampliata in numero di giorni ed eventi rispetto alle precedenti, ha riscosso un grande successo tra professionisti e cittadini. “Un festival che, come da programma, si è rivelato non solo a misura di professionista, ma anche di cittadino” ha dichiarato entusiasta la presidente del Gi.Pro, Alessia Buratti.

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